Autore: Mauro Balsamico

Ciclismo

Lance Armstrong dovrà restituire i sette titoli del Tour de France

December 14, 2012, 15:59

Nato in Texas nel 1971, Lance Armstrong inizia la carriera da giovanissimo e già a 18 anni il suo destino è scritto: entra infatti a far parte della squadra nazionale di ciclismo per un progetto olimpico. Nel 1991 vince il campionato nazionale per i dilettanti e dopo poco vince anche il campionato nazionale professionisti. In pochissimo tempo raggiunge le vette delle graduatorie mondiali ma, quando tutto sembrava andare per il meglio, nel '96 gli viene diagnosticato un cancro ai testicoli. Le possibilità di guarigione sono minime ma il campione americano non si arrende e, dopo lunghe cure chemioterapiche, torna alla carriera agonistica e riesce ad inanellare ben sette vittorie al Tour de France, vittorie che però, (è notizia di qualche giorno fa) gli verranno revocate.

Il presidente della Federazione Internazionale del ciclismo (Uci), Pat Mcquaid ha annunciato, lo scorso 22 ottobre, durante una conferenza stampa tenutasi a Ginevra, che tutti i titoli vinti da Lance Armstrong gli verranno revocati. Il presidente ha quindi confermato la decisione presa dall'agenzia antidoping americana che aveva squalificato il ciclista texano, privandolo di tutti i titoli vinti a partire dal 1998 (tra cui le memorabili vittorie al Tour de France). Inoltre secondo quanto affermato dal dirigente dell'Uci i titoli non verranno riassegnati a nessun ciclista. Si parla inoltre di una possibile revoca, oltre che dei titoli, anche del denaro ricevuto per le vittorie ottenute in modo illecito.

Secondo Mcquaid questo è un periodo decisamente difficile per il ciclismo ma è anche convinto che questo sport abbia un futuro, che però bisognerà costruire con molta pazienza. Il dirigente, poi, non ha negato che nel ciclismo esista una cultura del doping molto radicata che però si può sconfiggere. Per farlo, però, l'Uci necessita di risorse che in passato non avuto. Secondo Mcquaid, infatti, i poteri dell'Uci in questo senso sarebbero ancora troppo limitati: l'organizzazione infatti non ha “potere di polizia” ma può solamente inviare i campioni da analizzare ai laboratori.

In effetti quanto affermato dal massimo dirigente dell'Uci trova riscontro nella realtà: nel caso Armstrong il lavoro delle forze dell'ordine è stato indispensabile: solo quando è intervenuta la polizia federale sono venuti a galla gli aspetti più rilevanti dell'indagine. É innegabile quindi che le forze dell'ordine debbano avere, negli Usa così come in Europa, un ruolo fondamentale nella lotta al doping.


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